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Lo sbiancamento dentale schiarisce i denti naturali utilizzando gel a base di perossido che agiscono sulle molecole delle macchie presenti nello smalto e nella dentina. I trattamenti eseguiti dal dentista e le mascherine personalizzate da utilizzare a casa garantiscono solitamente i risultati più affidabili. È normale avvertire una sensibilità temporanea; inoltre, le corone e le otturazioni non cambiano colore, pertanto una visita odontoiatrica ti aiuterà a scegliere un metodo sicuro e una tonalità realistica e dall’aspetto naturale.

Il colore dei denti cambia per due motivi principali: le macchie superficiali (ad esempio, causate da caffè, tè, vino rosso e fumo) e le alterazioni cromatiche più profonde all’interno del dente. Lo sbiancamento può migliorare entrambi questi aspetti, ma agisce solo sulla struttura dentale naturale.
La maggior parte dei trattamenti sbiancanti scientificamente provati si basa sul perossido di idrogeno o sul perossido di carbamide. Questi agenti penetrano nello smalto e nella dentina e ossidano le sostanze che causano le macchie; è per questo che riescono a rendere i denti più bianchi rispetto a quanto riescano a fare la maggior parte dei «denti da sbiancamento».
Lo sbiancamento professionale prevede l’uso di gel ad alta concentrazione, con un’accurata protezione delle gengive e sotto supervisione clinica. Il vantaggio principale è la rapidità e il controllo accurato della sicurezza dei tessuti molli.
Il compromesso più comune riguarda la sensibilità, che spesso raggiunge il picco nelle prime 24-48 ore. Se si è soggetti a sensibilità, i dentisti possono regolare la concentrazione del gel, limitare il tempo di esposizione o adottare un piano graduale, anziché puntare a un cambiamento radicale in una sola seduta.
Le mascherine personalizzate con il gel fornito dal dentista richiedono più tempo rispetto allo sbiancamento professionale, ma i risultati possono essere molto uniformi e più facili da perfezionare. Molte persone preferiscono questa opzione perché possono gestire autonomamente la durata di utilizzo giornaliera e interrompere il trattamento non appena la tonalità appare soddisfacente.
Se il tuo obiettivo è un miglioramento naturale piuttosto che un cambiamento radicale, le mascherine sono spesso la soluzione più flessibile.
Le strisce sbiancanti possono dare buoni risultati in caso di macchie da lievi a moderate, se utilizzate con costanza. I risultati variano maggiormente rispetto alle opzioni supervisionate dal dentista, poiché i prodotti standardizzati non tengono conto della forma dei denti, del bordo gengivale, dell’eventuale sensibilità o dei restauri presenti.
Una regola pratica: se un prodotto provoca bruciore alle gengive, una sensazione di pizzicore sulle aree radicolari esposte o una forte sensibilità sin dall’inizio, smettete di usarlo e chiedete consiglio a un professionista.
La maggior parte dei «dentifrici sbiancanti» rimuove principalmente le macchie superficiali grazie a delicati agenti abrasivi e lucidanti. Possono far apparire i denti più puliti e luminosi, ma di solito non modificano la tonalità di fondo come invece fanno i gel al perossido.
Sono particolarmente indicati come trattamento di mantenimento dopo uno sbiancamento o per chi desidera ottenere piccoli miglioramenti senza ricorrere allo sbiancamento.
Lo sbiancamento con luce è oggetto di un’intensa campagna pubblicitaria, ma i risultati delle ricerche sono contrastanti. Alcuni studi evidenziano benefici aggiuntivi minimi o nulli rispetto al solo perossido, mentre altri segnalano un cambiamento iniziale più rapido a seconda del gel e del protocollo utilizzati.
In pratica, la diagnosi, la cura delle gengive e un piano terapeutico adeguato sono solitamente più importanti dell’uso o meno di una lampada.
La sensibilità a breve termine (all’aria fredda o alle bevande fredde) è il disturbo più comune. In genere si risolve nel giro di pochi giorni.
Un dentifricio desensibilizzante, l’intervallo tra le sedute e la scelta di un trattamento meno aggressivo possono essere d’aiuto. Se si soffre già di sensibilità, lo sbiancamento può comunque essere possibile, ma deve essere pianificato tenendo conto della causa, come l’usura dello smalto, la recessione gengivale, le fessurazioni o la carie.
Il gel che fuoriesce sulle gengive può irritare i tessuti molli. Le mascherine personalizzate e le barriere professionali riducono questo rischio.
Se durante lo sbiancamento le gengive diventano bianche per un breve istante, spesso si tratta di un segno di irritazione chimica causata dal contatto con il gel e ci ricorda che la corretta applicazione e la tecnica utilizzata sono fondamentali.
Lo sbiancamento con perossido, se utilizzato secondo le istruzioni, è generalmente considerato sicuro ed efficace per gli adulti in buona salute. I problemi derivano solitamente da un uso improprio: indossare i bite per troppo tempo, utilizzare gel ad alta concentrazione troppo spesso o combinare più prodotti contemporaneamente.
Fai attenzione ai “trucchi” abrasivi. I prodotti a base di carbone possono rimuovere alcune macchie superficiali, ma alcune ricerche hanno dimostrato che molte formule a base di carbone aumentano la ruvidità e l’abrasione dello smalto, con benefici sbiancanti effettivi limitati.
Una visita odontoiatrica è particolarmente importante se:
Le normative variano da paese a paese, ma in molti casi l’uso dei gel sbiancanti ad alto contenuto di perossido è riservato ai professionisti del settore odontoiatrico e lo sbiancamento cosmetico per i minori di 18 anni non è generalmente consentito.

I sorrisi più naturali di solito si schiariscono di qualche tonalità, piuttosto che di un tono in modo drastico. Il dentista può aiutarti a scegliere una tonalità che si adatti al tuo incarnato ed eviti quell’aspetto grigiastro o eccessivamente opaco che può verificarsi quando lo sbiancamento viene portato all’estremo.
Corone, faccette, incollaggi e otturazioni dello stesso colore dei denti non cambiano colore con lo sbiancamento. Se i restauri sono visibili quando sorridi, la strategia più comune consiste nello sbiancare prima i denti, per poi sostituire o adattare i restauri (se necessario) in modo che si armonizzino con la nuova tonalità.
La durata dipende dalle abitudini e dalla cura. Caffè, tè, vino rosso, fumo e una pulizia dei denti irregolare ne riducono la durata.
Molte persone mantengono il proprio sorriso smagliante con “ritocchi” periodici (spesso utilizzando mascherine) anziché ripetere frequentemente trattamenti sbiancanti a piena intensità.

Prima di spendere soldi per kit o sessioni, assicurati di sapere:
Una breve visita dal dentista può evitare settimane di tentativi ed errori e aiutarti a ottenere un risultato dall’aspetto naturale.
Se desideri una consulenza personalizzata, un dentista potrà individuare le cause nascoste dello scolorimento, valutare il rischio di sensibilità e consigliarti un programma di sbiancamento adatto ai tuoi denti e agli eventuali restauri visibili.
Evitare cibi che macchiano i denti e il fumo per 24-48 ore; è possibile avvertire una sensibilità temporanea.
Non è dimostrato che la niacinamide abbia un effetto sbiancante sui denti; per ottenere risultati certi, usa prodotti sbiancanti approvati dal dentista.
Sottoponiti a una visita odontoiatrica; cura le carie e le malattie gengivali; gestisci le aspettative; prendi provvedimenti contro la sensibilità dentale.
Noterai che i denti si schiariranno di qualche tonalità nel giro di pochi giorni; confronta le foto o la scala colori.
Evitare caffè, tè, vino rosso, tabacco e salse scure per 24–48 ore.
Attendere circa 30 minuti, quindi spazzolare delicatamente con uno spazzolino morbido.